Vallone del Sellery e Colle della Roussa

Il colle della Roussa

Il colle della Roussa

Il Colle della Roussa è una depressione erbosa che si trova tra la Punta dell’Ila (2233 m) a Nord e il Monte Bocciarda (2200 m) a Sud, dal quale si gode un ottimo panorama su un tratto della Val Chisone e su parte della Val Sangone.

Comodo transito tra le due valli, il valico conserva ancora oggi tracce di fortificazioni, segni di antiche e recenti battaglie vere od immaginarie, come quella del 1591 quando, secondo Pio Rolla, i valsangonesi fedeli a Carlo Emanuele I di Savoia resistettero strenuamente alle preponderanti forze del terribile francese Lesdiquières che: “si gettò con i suoi eserciti al di qua delle Alpi mirando alle nostre vallate“. In realtà si trattava del 1592 e il “bon ami” Lesdiquières, come amava firmare i propri scritti ricattatori, non entrò in Val Sangone perché, come riferisce la più autorevole fonte del Claretta, Giaveno pagò un cospicuo riscatto grazie al concorso di Coazze e Cumiana così evitando: “un trè grand ravage en votre vallèe” come assicurava il messaggio del Lesdiquières.

Dopo il trattato di Utrecht nel 1713, che restituì la Val Chisone ai Savoia, il colle assunse una notevole importanza quale via commerciale, anche se, nel 1799, fu ancora utilizzato dalle truppe austro-sabaude dirette verso l’Assietta, per contrastare l’avanzata dei francesi.

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Fortino a Stella e Alpeggio Sellery Superiore

Dal Colle della Roussa un evidente e comodo tracciato discende la valle del Sangone fino ai sottostanti alpeggi Sellery fra i quali, poco discosta, si distingue la caratteristica sagoma di ciò che rimane della fortificazione denominata San Moritio (San Maurizio), eretta dall’ingegnere Carlo della Porta, detto Castellamonte, su ordine di Carlo Emanuele I di Savoia. L’edificio ebbe breve vita: la sua distruzione datata 1630 fu opera delle truppe del duca di Montmorency che, nella guerra tra Francia e Spagna per la successione del Marchesato del Monferrato, raggiunsero Giaveno attraverso il colle della Roussa per sconfiggere gli ispano-piemontesi nella piana dei Bertassi, presso Avigliana.

Oggi del forte San Maurizio è intuibile solo più il disegno a stella dei trinceramenti e dei muretti a secco che componevano l’antica struttura.

Nel 1799 un altro fatto d’armi interessò il fortino: Napoleone imperversava e La Testa dou Fort venne utilizzata dalle milizie russe ed austriache, appoggiate dalle due compagnie giavenesi, per contrastarne l’avanzata. Gli scontri durarono alcuni giorni ma, nonostante la strenua difesa, le forze transalpine ebbero la meglio ed occuparono la valle.

Dopo un periodo di relativa tranquillità, durante la seconda guerra mondiale accaddero nuovi fatti d’arme: nel maggio ed agosto 1944 la zona del Sellery e la Palazzina Sertorio furono teatro di aspri scontri formazioni partigiane e le truppe nazifasciste.