La Storia

palazzina Sertorio BR

La Palazzina Sertorio come appare oggi

Fatta costruire in località Pian Tolone nel 1909 dal Cavaliere Luchino Sertorio, proprietario delle Cartiere di Coazze, fu adibita a Palazzina di Caccia in virtù di una concessione di diritti esclusivi per l’attività venatoria nel comune di Coazze.

Distrutta da una valanga, l’edificio fu ricostruito nello stesso luogo e, a sua protezione fu eretto il poderoso paravalanghe adibito anche a scuderia e legnaia.

La “Palasina”, nome con cui l’edificio viene indicato in valle, fu teatro di un aspro scontro durante la lotta di liberazione. Le testimonianze dell’epoca riportano che, abbandonando le postazioni di fondovalle, le formazioni partigiane si erano ritirate verso il Colle della Roussa, in parte sistemati presso le grange del Sellery ed in parte occupando Villa Sertorio qualche centinaio di metri più a valle.

I comandanti delle due bande disposero una rete di sentinelle verso il fondovalle, ma non presero alcuna precauzione a monte, sentendosi protetti dalle creste montane: i reparti tedeschi arrivarono invece proprio da lassù. Era il 10 maggio 1944 alle 5 di mattina. I tedeschi avevano un mortaio di piccolo calibro e diverse mitragliatrici, la zona che a quel tempo presentava scarsa vegetazione non lasciava scampo. La difesa della banda partigiana era favorita dalla solidità dell’edificio, che i proiettili del mortaio non riuscivano a divellere, ma l’accerchiamento impediva qualsiasi sortita. La resistenza durò sino alle 17 circa quando, grazie ad una provvidenziale nebbia, gli uomini tentarono di uscire e i tedeschi ripiegarono per il timore di essere a loro volta attaccati alle spalle dal resto delle formazioni partigiane.

sertorio-13

Sentinella partigiana, Liborio Ilardi

Il gruppo riuscì così a ritirarsi verso i Picchi del Pagliaio, mantenendosi unito e ricongiungendosi con altri elementi della banda che durante la notte non erano nella Villa, unica vittima fu la sentinella Liborio Ilardi commemorato oggi da un monumento bronzeo eretto nei pressi della struttura. L’edificio fu in più parti percorso dal fuoco e gravemente danneggiato; negli anni successivi fu poi sommariamente restaurato.

Nel 1988 la palazzina con gli annessi 36 ha di bosco dell’area chiamata “Malasei”, vero e proprio santuario della natura, andò all’asta e fu acquistata dalla Comunità Montana.

Negli anni successivi furono avviati i lavori di ristrutturazione con l’obiettivo di adibire la struttura ad Osservatorio per l’ambiente alpino. Tutti gli interventi, ultimati nel luglio 2008, sono stati indirizzati al riutilizzo dell’area e dell’edificio a fini turistici e culturali, per il turismo escursionistico e scolastico.